«Quanto spendo davvero in abbonamenti?»
di Indipendent di Alessandro Giraldi
Provala davvero
Quattro numeri in cima: quanto spendi ogni mese, quanto fa in un anno, quanto resta da pagare entro fine mese e quanti abbonamenti non sono piu' attivi.
Sotto, i prossimi addebiti in ordine di data. Quello che vedi e' l'app vera, fotografata: tocca un riquadro per entrare, oppure ☰ in alto per il menu.
Oggi, calendario, l'elenco degli abbonamenti, le carte, l'importazione dell'estratto conto, le impostazioni e la guida.
Tocca una voce per aprirla.
Fornitore, categoria, ogni quanto si rinnova, su quale carta e quando arriva il prossimo addebito. Chi e' disdetto resta in elenco e dice "non si rinnova".
L'ordine e' la spesa al mese, non l'importo: un abbonamento annuale da 99 euro pesa 8,25 al mese e sta sotto uno mensile da 11,99. Tocca una riga per aprirla.
Importo, ogni quanto, da quando, la categoria, la carta su cui cade e lo stato. Si modifica tutto da qui, e il prossimo addebito si ricalcola da solo.
La nota in fondo serve a ricordarsi la cosa che si dimentica sempre: chi lo usa, entro quando si disdice.
Apri il PDF della carta, oppure fotografalo. L'app cerca le spese che tornano negli stessi giorni di mesi diversi e te le propone: una spesa capitata una volta sola non viene proposta.
Il documento resta sul telefono e non esce: la lettura avviene qui dentro, senza mandare niente a nessuno.
La somma di quello che ha letto coincide col totale dichiarato dall'estratto conto: se non coincidesse te lo direbbe, invece di far finta di niente.
Da qui gli abbonamenti riconosciuti sono in elenco come tutti gli altri.
I giorni in cui cade un addebito sono segnati, e in cima c'e' quanto fa il mese. Serve a sapere prima quando arriva il colpo, non dopo.
Le frecce cambiano mese; il quadrato a destra riporta a oggi.
Ogni carta dice quanto le costa al mese e quanti abbonamenti le cadono sopra. Serve il giorno che una carta scade e vanno spostati.
Si salvano solo le ultime quattro cifre: il numero intero non serve e non viene mai chiesto.
La lingua in cima, con due pulsanti. Poi la versione completa, la sincronizzazione fra i tuoi dispositivi sulla rete di casa, le copie di backup e lo svuotamento.
I dati non escono dai tuoi dispositivi: non c'e' nessun server da cui passare.
La guida spiega i disegni che l'app usa davvero, uno per uno: gli stessi identici che vedi nelle schermate qui sopra, non altri simili.
Scorri dentro il telefono: e' lunga come sul telefono vero, e non e' un riassunto.
☝ Tocca ☰, i riquadri, le righe dell'elenco. Apri un abbonamento, cambia mese sul calendario, guarda l'estratto conto che si legge da solo: risponde tutto. La guida e' nel menu, e si scorre.
Sul telefono i quattro riquadri stanno due per riga. Qui stanno in una riga sola: spesa al mese, su dodici mesi, quanto resta da pagare e quanti non sono piu’ attivi si leggono in un colpo d’occhio.
Sotto, i prossimi addebiti. È la stessa app del telefono, non una versione ridotta: tocca ☰ in alto per il menu.
Sul tablet il cassetto scorre sopra la schermata e quello che c’era resta visibile accanto: non si perde il filo di dove si era.
Sette voci, le stesse del telefono. Tocca per aprirne una.
Otto abbonamenti stanno nello schermo tutti insieme. Sul telefono ne entrano meno e il resto si scorre: qui il confronto fra uno e l’altro si fa con gli occhi, non con il dito.
L’ordine è la spesa al mese, non l’importo. Tocca una riga per aprirla.
Importo, ogni quanto, da quando, la categoria, la carta su cui cade e lo stato. Si cambia tutto da qui e il prossimo addebito si ricalcola da solo.
La nota in fondo è per la cosa che tutti dimenticano: chi lo usa davvero, e entro quando si disdice.
Il PDF della banca, la foto dell’estratto di carta, o il testo incollato dall’home banking. Sul tablet le tre stanno accanto invece che una sotto l’altra.
Il documento resta sul dispositivo e non esce: la lettura avviene qui, senza mandare niente a nessuno.
Sopra le righe incollate, sotto quello che l’app ci ha trovato: tre abbonamenti riconosciuti, ognuno con la sua categoria. Sul telefono bisogna scorrere per vedere l’uno e l’altro, qui no.
Le caselle sono spuntate ma si tolgono. Niente entra senza il tuo via libera.
È la schermata che guadagna di piu’: ogni giorno ha lo spazio per dire che cosa ci cade dentro, col nome e l’importo. Sul telefono i giorni pieni sono pallini.
Le frecce cambiano mese; il quadrato a destra riporta a oggi.
Ogni carta dice quanto costa al mese e quanti abbonamenti ci cadono sopra. Serve il giorno che una carta scade e vanno spostati tutti.
Si tengono solo le ultime quattro cifre: il numero intero non serve e non viene mai chiesto.
La lingua in cima con due pulsanti. Poi la versione completa, la sincronizzazione fra i tuoi dispositivi sulla rete di casa, i salvataggi e lo svuotamento dei dati.
I tuoi dati non escono dai tuoi dispositivi: non c’è nessun server da cui passare.
La guida di Rinnovi è una tabella: un’icona per riga, e accanto che cosa vuol dire. Sul tablet se ne leggono molte insieme invece di scorrerle una alla volta.
Sono i disegni che l’app usa davvero, gli stessi delle schermate qui sopra: non icone rifatte per la vetrina.
Info sull’app
Quanto spendi davvero in abbonamenti? Quasi nessuno lo sa, perché il conto non si fa mai tutto insieme: 6,99 € di qui, 14,99 € di là, novanta euro una volta l’anno che arrivano sempre a sorpresa. Rinnovi mette in fila tutto quello che si ripete, con la data e l’importo del prossimo addebito.
Non devi inserirli a mano uno per uno: carichi il PDF della banca, o fotografi l’estratto conto di carta, e l’app riconosce i movimenti, trova quelli che tornano e ti propone gli abbonamenti già pronti — fornitore, importo, giorno. Tu spunti quelli giusti.
Quando il documento dichiara un totale, l’app verifica che la somma delle righe lette coincida: se quadra, sai che non è sfuggito niente. È stata provata su dodici estratti conto veri, 593 movimenti: dodici su dodici quadrano al centesimo.
Il calendario mostra il mese con gli addebiti nel giorno in cui cadono. Le date si calcolano da sole: un abbonamento del 31 a febbraio cade il 28, e il mese dopo torna al 31, senza che tu sistemi niente.
Le carte si registrano con le ultime quattro cifre, e vedi quanto pesa ciascuna al mese. Il numero completo non viene mai chiesto né salvato: per fare questo lavoro non serve, e tenerlo sarebbe solo un rischio in più.
Nessun account e nessun server. Telefono e tablet si trovano da soli sulla WiFi di casa scrivendo la stessa parola, e quello che si scambiano viaggia cifrato. Non c’è un archivio da violare, perché non c’è un archivio.
L’app è bilingue italiano / inglese e sceglie da sola in base alla lingua del telefono.
E se qualcosa non è ovvio, la spiegazione è dentro l’app: una guida con la legenda di ogni icona e una sezione per ogni parte. Non c’è niente da indovinare.
Quanto costa
Download gratuito
Gratis
Per vedere se fa al caso tuo non serve pagare niente.
Versione completa
3,99 € pagamento unico
Un acquisto interno, IVA inclusa, nessun abbonamento. Vale su tutti i dispositivi con lo stesso account Google.
Sarebbe curioso vendere un abbonamento per un’app che serve a contarli: si paga una volta sola, e basta.